ricerca

Il mio programma di ricerca sviluppa quadri teorici rigorosi e verificabili — fondati su incentivi, frizioni informative e selezione — al fine di chiarire i meccanismi prima di analizzarne le implicazioni empiriche. Sul piano empirico, utilizzo pipeline riproducibili end-to-end che combinano web scraping e analisi del linguaggio naturale (NLP) con geocodifica e costruzione di dati panel. Il mio flusso di lavoro si basa prevalentemente su Python, Stata e strumenti spaziali quali QGIS (e, quando opportuno, R).

Crime Perception and Voting Behavior: Evidence from Individual Data
con Giovanni Prarolo
Abstract
Parole chiave
JEL
Paper
Questo lavoro analizza come l’esposizione a notizie geolocalizzate legate alla criminalità influenzi il comportamento di voto individuale nelle elezioni italiane. Utilizzando un panel di elettori non relocati osservati in più tornate elettorali, sfruttiamo la variazione intra-individuale nell’esposizione a notizie di cronaca nera avvenute in prossimità della residenza nel mese pre-elettorale, controllando per effetti fissi individuali e distretto-per-elezione. L’esposizione aggregata produce effetti deboli e instabili. La disaggregazione per nazionalità dell’autore del reato rivela invece pattern sistematici: le notizie su crimini attribuiti a immigrati riducono il sostegno ai partiti con posizioni ambigue sull’immigrazione (a esempio il Movimento Cinque Stelle) e aumentano il consenso per partiti con una chiara impostazione "law-and-order", mentre i crimini attribuiti a italiani hanno effetti trascurabili. Gli effetti sono più marcati tra gli elettori ad alta qualificazione che si spostano dal M5S e tra quelli a bassa qualificazione che abbandonano la Lega. Nelle elezioni locali, i crimini commessi da italiani puniscono gli incumbents, mentre quelli attribuiti a immigrati aumentano l’astensione. Queste risposte asimmetriche — assenti nelle misure aggregate — indicano che la salienza del crimine opera principalmente attraverso un framing identitario piuttosto che tramite preoccupazioni generalizzate per criminalità o sicurezza. I risultati evidenziano come l’attribuzione mediatica influenzi la responsabilità elettorale.
criminalità; immigrazione; elezioni; mezzi di informazione; comportamento di voto individuale.
D72; D83; K42; L82.
The Tipping Point of Temptation: Occupational Selection and Integrity in the Public Sector
Abstract
Parole chiave
JEL
Paper
Questo lavoro sviluppa una teoria comportamentale della selezione occupazionale basata su costi di autocontrollo endogeni, affrontando la persistente ambiguità empirica relativa alla qualità della forza lavoro del settore pubblico in contesti caratterizzati da corruzione e frizioni morali. Il modello integra costi di autocontrollo e tentazione in un quadro standard di scelta occupazionale, richiamando la struttura di utilità di Gul e Pesendorfer (2001). Mostriamo che gli agenti intrinsecamente motivati (onesti) sostengono costi psicologici sproporzionatamente più elevati nel resistere alla tentazione, generando un duplice effetto di selezione: individui con bassa motivazione sono attratti dall’impiego pubblico, mentre quelli altamente motivati ne sono progressivamente scoraggiati. Per disciplinare queste forze contrapposte, l’analisi stabilisce tre principi generali che governano la selezione istituzionale, supportati da derivazioni analitiche e da argomentazioni di selezione generali sotto ipotesi di regolarità deboli. Tali principi si estendono oltre l’ambiente di riferimento e valgono sotto condizioni di regolarità deboli sulla distribuzione congiunta di abilità e onestà. In primo luogo, identifichiamo un punto critico istituzionale, λ*, che determina il regime di selezione: al di sotto di tale soglia, la corruzione deteriora la qualità della forza lavoro ("più ma peggio"); al di sopra, la corruzione agisce come un severo meccanismo di screening, migliorando la qualità media ("meno ma meglio"). In secondo luogo, mostriamo che gli esiti di selezione dipendono in modo fondamentale dalla correlazione sociale tra abilità e onestà. In terzo luogo, il modello fornisce una nuova giustificazione per elevati salari nel settore pubblico, dimostrando che retribuzioni sufficientemente alte attenuano il potere selettivo della corruzione proteggendo gli agenti altamente motivati dai costi di autocontrollo. Nel complesso, il lavoro chiarisce i meccanismi che modellano la composizione della forza lavoro in ambienti caratterizzati da frizioni morali e contribuisce alla letteratura su selezione occupazionale, motivazione al servizio pubblico e disegno istituzionale.
selezione occupazionale; autocontrollo e tentazione; corruzione; mercati del lavoro del settore pubblico; disegno istituzionale.
D73; J45; D90; H83.
Parenthood, Age, and the Opportunity Cost of Voting: Evidence from Administrative Voter Records
Abstract
Parole chiave
JEL
Paper
Questo lavoro analizza come la genitorialità e l’età dei genitori siano associate all’affluenza alle urne utilizzando un ampio panel amministrativo che copre l’universo degli elettori registrati a Bologna in quattro elezioni comunali e nazionali tra il 2004 e il 2013. Collegando i registri individuali di turnout a informazioni demografiche, fiscali e residenziali, identifichiamo i genitori, seguiamo l’età dei figli e osserviamo gli stessi individui nel tempo. Stimiamo modelli di probabilità lineare con effetti fissi individuali e per anno elettorale, sfruttando la variazione intra-individuale per tenere conto delle differenze permanenti nell’impegno civico. In media, una volta inclusi gli effetti fissi individuali, la genitorialità non è associata a una minore affluenza. Emergono tuttavia marcate eterogeneità lungo il ciclo di vita dei genitori. I genitori con figli piccoli votano significativamente meno rispetto a non genitori comparabili nelle età più giovani: coloro con figli di 0–2 e 3–5 anni presentano penalizzazioni di turnout pari a circa tre–cinque punti percentuali. Tali divari si riducono gradualmente — di circa 0,2 punti percentuali per ogni anno aggiuntivo di età del genitore — e scompaiono intorno ai quarant’anni. I genitori di figli più grandi non mostrano alcun deficit di partecipazione. Il gap di partecipazione è quasi interamente trainato dalle madri, mentre l’affluenza dei padri rimane invariata. I risultati sono robusti a specificazioni alternative e all’inclusione di controlli per la mobilità residenziale, le caratteristiche di quartiere e la distanza dai seggi elettorali. Nel complesso, i risultati evidenziano l’importanza dei fattori di ciclo di vita nel determinare la partecipazione politica e suggeriscono che periodi di intensa cura dei figli siano associati a una riduzione temporanea dell’impegno elettorale. Più in generale, l’analisi indica un canale attraverso il quale le tendenze demografiche, come il rinvio della fecondità, possono avere implicazioni per la rappresentanza democratica.
genitorialità; età; affluenza alle urne; costo opportunità; dati amministrativi.
D72; J13; J22.
Public Goods and Political Participation: Childcare Access and Electoral Engagement
joint with Giorgio Bellettini, Carlotta Berti Ceroni, Martín Gonzalez-Eiras, and Giovanni Prarolo
Abstract
Parole chiave
JEL
Paper
La partecipazione politica diseguale minaccia la rappresentanza democratica quando gruppi con preferenze di policy differenti risultano sistematicamente sottorappresentati alle urne. Questo lavoro analizza come l’accesso a beni pubblici legati ai servizi per l’infanzia influenzi la partecipazione elettorale lungo il ciclo di vita. Combiniamo registri amministrativi di turnout a livello di universo per la città di Bologna con un nuovo panel geocodificato di asili nido e scuole dell’infanzia. Sfruttando la variazione intra-individuale nella prossimità a strutture per l’infanzia adeguate all’età — generata da mobilità residenziale, aperture e chiusure di scuole e ridefinizioni amministrative dei bacini di utenza — mostriamo che una maggiore distanza dall’infrastruttura per l’infanzia riduce significativamente l’affluenza alle urne tra i genitori di bambini piccoli. L’effetto è concentrato nelle elezioni comunali, in cui la politica educativa è determinata direttamente, ed è trainato dalle madri, mentre gli effetti per i padri sono contenuti e statisticamente non significativi. L’ordine di grandezza dell’effetto è economicamente rilevante e comparabile ad altri costi di voto ampiamente documentati, nonostante la registrazione automatica degli elettori e livelli di affluenza di base elevati. Nel complesso, i risultati evidenziano un meccanismo attraverso il quale l’accesso ai beni pubblici locali influenza la partecipazione politica e, di conseguenza, la rappresentanza democratica.
affluenza alle urne; beni pubblici; servizi per l’infanzia; genere; partecipazione politica; elezioni locali.
D72; H41; J13; J16.
The Effect of Erasmus Programs on Voting
Political Selection under Temptation: Electoral Incentives and Moral Frictions
Farina E., Rosso M., Dansero L., et al. (2023). Short-term effect of colorectal cancer on income: analysis of an Italian cohort. Journal of Epidemiology & Community Health, 77:196–201.
Abstract
Introduzione La possibilità di tornare al lavoro dopo una diagnosi di cancro è un aspetto chiave della sopravvivenza e della qualità della vita. Diversi studi hanno riportato un rischio significativo di perdita di reddito per i sopravvissuti al cancro; tuttavia, le evidenze relative al contesto italiano sono limitate.
Metodi È stato utilizzato il database Work Histories Italian Panel (WHIP)-Salute per selezionare una coorte di casi incidenti di cancro colorettale (CRC) tra i lavoratori del settore privato, basandosi sulle dimissioni ospedaliere. È stato utilizzato il propensity score matching per trovare un gruppo di controllo bilanciato rispetto a diversi confondenti. Sono state stimate regressioni OLS e logistiche per valutare l’effetto della diagnosi di CRC sul reddito annuo e sulla probabilità di passare da un contratto a tempo pieno a uno part-time nei tre anni successivi alla diagnosi.
Risultati Complessivamente, sono stati identificati 925 casi incidenti di CRC tra il 2006 e il 2012. I risultati confermano una riduzione statisticamente significativa del reddito dei sopravvissuti rispetto ai controlli. Questa riduzione è maggiore nel primo anno e tende poi a diminuire, con una perdita media di circa €12.000 nei tre anni. Le analisi stratificate per sesso e posizione lavorativa confermano il trend generale, evidenziando tuttavia una forte eterogeneità. Per quanto riguarda il passaggio da lavoro a tempo pieno a part-time, i risultati non sono mai significativi.
Conclusione La perdita di reddito non sembra essere legata a un aumento dei contratti part-time, ma piuttosto a una ridotta capacità lavorativa dei sopravvissuti a seguito dei trattamenti invasivi. Ulteriori ricerche sono necessarie per approfondire le dinamiche alla base di tale associazione.
Tesi di dottorato (2026), "Essays in Political Economy and Crime Economics"
Abstract
Capitoli
Questa tesi analizza come frizioni non monetarie — quali tentazione, salienza dell’informazione e vincoli di tempo — plasmino il comportamento individuale in contesti in cui le istituzioni formali risultano altrimenti ben funzionanti. Combinando analisi teorica ed evidenza empirica a livello micro, i tre capitoli esaminano come tali frizioni influenzino la selezione nell’impiego pubblico e la partecipazione ai processi democratici.

Il primo capitolo sviluppa una teoria comportamentale della selezione occupazionale nel settore pubblico. Introducendo costi di autocontrollo in un modello standard di scelta di carriera, l’analisi mostra che la corruzione genera un duplice effetto di selezione: mentre le rendite illecite attraggono individui con bassa motivazione, i costi psicologici del resistere alla tentazione scoraggiano agenti altamente motivati. Il modello identifica un punto di svolta istituzionale in cui la corruzione passa dall’espandere l’occupazione pubblica degradando la qualità della forza lavoro all’agire come un severo meccanismo di screening che migliora la qualità media ma riduce la partecipazione. Questi risultati chiariscono perché contesti anti-corruzione apparentemente simili possano produrre esiti di selezione profondamente diversi tra paesi.

Il secondo capitolo analizza come l’informazione legata alla criminalità influenzi il comportamento di voto individuale. Utilizzando dati geolocalizzati che collegano scelte di voto retrospettive alla copertura mediatica locale di notizie di cronaca nera a Bologna in più elezioni nazionali e comunali, l’analisi sfrutta la variazione intra-individuale nell’esposizione a notizie di crimine avvenute in prossimità della residenza. I risultati mostrano che la salienza aggregata del crimine produce effetti deboli e instabili, mentre i crimini attribuiti a immigrati generano risposte elettorali sistematiche: gli elettori si spostano da partiti con posizioni ambigue sull’immigrazione verso partiti che enfatizzano il law and order. Nelle elezioni locali, i crimini legati agli immigrati aumentano l’astensione, mentre quelli commessi da nativi determinano una punizione degli incumbents. Questi risultati evidenziano il ruolo del framing identitario nel mediare l’impatto politico della criminalità.

Il terzo capitolo analizza come la genitorialità e l’età dei genitori influenzino la partecipazione elettorale. Utilizzando dati amministrativi che coprono l’universo degli elettori registrati a Bologna, l’analisi segue gli individui nel tempo al variare delle loro condizioni familiari. Una volta tenuto conto dell’eterogeneità individuale permanente, la genitorialità non risulta associata in media a una minore affluenza. Emergono tuttavia marcate eterogeneità lungo il ciclo di vita: i genitori di neonati e bambini in età prescolare — in particolare le madri — presentano penalizzazioni di turnout significative nelle età più giovani, che si riducono progressivamente con l’età dei genitori e scompaiono intorno ai quarant’anni. Questi risultati indicano che periodi di intensa cura dei figli impongono costi opportunità temporanei alla partecipazione politica.

Nel loro insieme, i tre capitoli mostrano come frizioni comportamentali e vincoli legati al ciclo di vita possano generare distorsioni nella selezione e nella partecipazione anche in contesti caratterizzati da basse barriere formali all’ingresso e alla partecipazione. Enfatizzando meccanismi a livello micro piuttosto che fallimenti istituzionali in senso stretto, la tesi contribuisce alla comprensione della composizione del settore pubblico, del comportamento elettorale e della rappresentanza democratica.
1. The Tipping Point of Temptation: Occupational Selection and Integrity in the Public Sector
2. Crime Perception and Voting Behavior: Evidence from Individual Data
3. Parenthood, Age, and the Opportunity Cost of Voting: Evidence from Administrative Voter Records
Tesi di laurea magistrale (2018), "Effect of Breast and Colorectal Cancer on Earnings: Evidence from Italy"
Abstract
Utilizzando il Work History Italian Panel (WHIP), stimiamo gli effetti causali del tumore al seno e del tumore del colon-retto sui redditi da lavoro, sulla disoccupazione e sulla probabilità di lavorare part-time nei tre anni successivi alla diagnosi di cancro. Poiché i pazienti oncologici differiscono dal resto della popolazione sotto il profilo socio-economico, adottiamo una procedura di propensity score matching per bilanciare le osservazioni. Analizziamo l’effetto sui redditi mediante una regressione OLS e gli effetti su lavoro part-time e disoccupazione tramite regressioni logistiche. I risultati mostrano che il tumore del colon-retto e il tumore al seno producono effetti differenti sui redditi. In particolare, una diagnosi di tumore del colon-retto risulta più invalidante, determinando una riduzione complessiva dei redditi fino a 10.000 euro dopo tre anni. Al contrario, gli effetti negativi del tumore al seno sono più concentrati nel breve periodo e, a partire dal secondo anno, le donne colpite riescono a riprendere una normale attività lavorativa. Questa eterogeneità è confermata anche dai risultati relativi alla disoccupazione e al lavoro part-time.